Offerta formativa PTOF

immagine nel testoIl Piano dell’Offerta Formativa Triennale PTOF

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (di seguito PTOF) è stato introdotto con la legge 107/2015 e sostituisce, secondo quanto contenuto nella riforma scolastica de “La Buona Scuola”, il precedente Piano dell’offerta Formativa che aveva durata annuale.

Il nuovo PTOF deve essere redatto entro il mese di ottobre del primo anno del triennio e avrà durata triennale. Ogni anno (sempre entro il mese di ottobre) si procede ad una revisione dello stesso, allo scopo di non superare la soglia del budget di spesa indicato.

A differenza del POF (che veniva “elaborato” dal Collegio dei Docenti e poi “adottato” dal Consiglio d’Istituto), il PTOF vede rafforzato il ruolo del Consiglio d’Istituto, che assume una vera e propria funzione deliberante, visto che è quest’ultimo che “approva” il piano stesso, precedentemente elaborato dal Collegio dei Docenti.

 

Chi siamo?

All’istituzione scolastica è stata conferita personalità giuridica l’1/09/1963.

L’esperienza della scuola dalla seconda metà degli anni ’80 esprime grande impegno in processi di sperimentazione e in esperienze innovative sul piano didattico (Progetto Brocca, Progetto ’92 , Progetti europei Petra e Comenius, Progetto Intesa , Progetto Aliforti per studenti-lavoratori, Progetto 2002, Nuovo ordinamento per le classi prime) per la  realizzazione di percorsi formativi, in sinergia con il territorio, volti al successo scolastico, al recupero, alla gestione dei crediti formativi, all’esigenza di formazione degli studenti adulti.

Tali processi si sono qualificati come elaborazione di nuovi curricoli, più rispondenti ai bisogni dell’utenza e alle istanze e sollecitazioni provenienti dal dibattito culturale e pedagogico del sistema formativo europeo.

Allo stesso tempo sono stati promossi momenti di collaborazione e di interscambio con le altre realtà scolastiche nazionali e provinciali di collaborazione e di interscambio con le altre realtà scolastiche nazionali e provinciali impegnate nell’innovazione, organizzando attività di aggiornamento, convegni, conferenze, finalizzati a sempre meglio intercettare la domanda di formazione proveniente dal territorio e a rispondervi con percorsi di qualità.

In questo contesto si colloca il controllo e la collaborazione con gli Enti Locali, le Università, le ASL, le imprese di beni e servizi, l’associazionismo e il volontariato per promuovere una sempre più stretta integrazione socioculturale e normativa.

L’Istituto ha collaborato strettamente con il Ministero per la progettazione di seminari e microseminari nazionali e provinciali volti a sostenere il piano sperimentale, offrendo al contempo esperienze concrete e ipotesi di fattibilità di tali percorsi, suggerimenti metodologici ed operativi, supporto logistico ed organizzativo per la realizzazione di alcune significative esperienze: Progetto Petra, Progetto ’92, Progetto Rete H, Progetto Qualità, Alta qualificazione per docenti di sostegno, Valutazione delle professionalità del personale della scuola, Nuovo Esame di Stato, Obbligo Scolastico e Obbligo Formativo, progettazione relativa all’area di indirizzo anche nell’attuale processo di Riforma, Alternanza Scuola-Lavoro in Terza Area, Reti di competenze.

A partire dal 1995 l’Istituto è stato Polo Nazionale del Progetto Qualità per la diffusione della cultura della qualità nella scuola. In tale ambito è stata creata una rete di scuole che attraverso l’autovalutazione e il benchmarking persegue il miglioramento continuo.

L’Istituto ha, inoltre, partecipato alla progettazione e alla diffusione del Progetto Rete H sull’integrazione degli alunni diversamente abili.

La ricerca didattica ha visto la collaborazione di numerosi docenti della scuola impegnati nell’elaborazione e sperimentazione di itinerari didattici innovativi nei diversi ambiti disciplinari.

 

Mission, Finalità e Obiettivi

Mission

E’ l’obiettivo generale che la scuola si pone nei confronti degli studenti, delle famiglie, del mondo del lavoro e del territorio.

Esprime l’impegno di garantire il diritto di apprendere e la crescita umana e professionale degli studenti, di comprendere i cambiamenti sociali e le richieste del mondo del lavoro, di progettare un’offerta formativa volta a soddisfare le esigenze e le aspettative del contesto sociale, economico e produttivo.

Dalla mission scaturiscono le scelte degli obiettivi della scuola.

 

Finalità

L’Istituto intende garantire un’offerta formativa volta:

  • alla realizzazione del diritto ad apprendere e alla crescita educativa di tutti gli studenti;
  • al miglioramento del processo di insegnamento/apprendimento con l’introduzione di nuove metodologie e la flessibilità dei curricula;
  • alla personalizzazione degli itinerari formativi attraverso la progettualità della scuola e l’integrazione nel territorio;

  • al coinvolgimento responsabile di tutte le componenti scolastiche nei processi attivati con particolare riguardo all’analisi di fattibilità, all’individuazione degli strumenti per raggiungere gli obiettivi formativi, alle procedure di autovalutazione e verifica interna, alle azioni di monitoraggio, alla progettazione del miglioramento;

  • alla promozione delle potenzialità di ogni studente adottando tutte le iniziative utili al raggiungimento del successo formativo;

  • alla formazione di giovani atti ad inserirsi nella vita attiva, con una solida cultura generale, una preparazione professionale di base ed approfondimenti specialistici;

  • al sostegno della formazione continua, con un costante collegamento tra scuola e mondo del lavoro;

  • al sostegno dei soggetti in difficoltà con la prevenzione e la riduzione della dispersione scolastica;

  • alla promozione di iniziative finalizzate alla realizzazione di un sistema di qualità.

 

Obiettivi

  1. Garantire agli studenti e alle famiglie trasparenza di informazione.

  2. Operare in modo che, nel rispetto della libertà professionale dei docenti, le programmazioni di tutte le classi vengano effettuate con le stesse modalità.

  3. Promuovere l’aggiornamento e la formazione continua in servizio del personale dell’istituto, per consentire un costante sviluppo della professionalità.

  4. Garantire la qualità dei servizi d’istituto.

  5. Garantire la qualità delle funzioni e dei compiti non istituzionali, ma organizzativi e qualificanti l’istituzione scolastica.

  6. Prevenire il fenomeno dell’abbandono e della dispersione scolastica orientando e rimotivando in itinere lo studente per compensare i deficit sociali, affettivi e cognitivi, per il raggiungimento del successo scolastico e formativo.

  7. Garantire agli studenti l’educazione alla salute, alla solidarietà e alle pari opportunità; per una migliore qualità di vita scolastica.

  8. Assicurare le condizioni che favoriscono l’integrazione dei disabili.

  9. Promuovere l’organizzazione di percorsi formativi finalizzati all’educazione permanente.

  10. Sviluppare una dimensione europea nella formazione e nell’orientamento: promovendo l’acquisizione di competenze chiave, preparando i giovani alla vita adulta e professionale in funzione delle esigenze della società e delle innovazioni tecnologiche

 

La cultura dell’inclusione

L’Istituto ha decretato tra i suoi obiettivi principali quello dell’inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) come previsto dalla Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 e dalla Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013.

Una scuola inclusiva riconosce l’importanza di una piena partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti gli alunni, tutti “…ugualmente valorizzati, trattati con rispetto e forniti di uguali opportunità…” (T. Booth, M. Ainscow, L’Index per l’inclusione, Erickson, Trento, 2008).

L’area dei BES comprende la disabilità, i disturbi evolutivi specifici (DSA, disturbi specifici del linguaggio, disturbo della coordinazione motoria, deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività, funzionamento cognitivo limite) e lo svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.

Nell’ottica di potenziare la cultura dell’inclusione è necessaria la collaborazione di tutte le componenti della comunità educante.

A tal fine è stato costituito, all’interno dell’Istituto, il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI), formato da:

– Dirigente Scolastico;

– Funzione strumentale BES;

– docenti di sostegno;

– docenti curriculari;

– genitori;

– esperti esterni;

– rappresentanti dell’AEC (Assistenza Educativa Culturale).

Il GLI svolge le seguenti funzioni:

– rilevazione dei BES;

– raccolta e documentazione degli interventi didattico-educativi posti in essere;

– confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi;

– rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola;

– elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività (PAI) riferito a tutti gli alunni con BES;

– collegamento con la rete dei CTS e dei servizi sociali e sanitari territoriali.

Per gli alunni con disabilità certificata i singoli GLHO (genitori, docenti di sostegno, un rappresentante dei docenti curriculari, assistente educatore eventualmente presente, operatori dell’ASL) elaborano il Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e il Piano Educativo Individualizzato (PEI).

Per gli alunni con disturbi evolutivi specifici o in situazione di svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale viene predisposto il Piano Didattico Personalizzato (PDP) contenente indicazioni sulle strategie didattiche, sugli strumenti compensativi, sulle misure dispensative, sulle forme di verifica e valutazione necessarie per assicurare a tali alunni il percorso educativo più adeguato.

 

Piano Annuale per l’inclusività PAI

Anno Scolastico 2016/17

Il nostro Istituto ha decretato tra i suoi obiettivi principali quello dell’inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) come previsto dalla Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 e dalla Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013.

Una scuola inclusiva riconosce l’importanza di una piena partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti gli alunni, tutti “…ugualmente valorizzati, trattati con rispetto e forniti di uguali opportunità…” (T. Booth, M. Ainscow, L’Index per l’inclusione, Erickson, Trento, 2008).

L’area dei BES comprende la disabilità, i disturbi evolutivi specifici (DSA, disturbi specifici del linguaggio, disturbo della coordinazione motoria, deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività, funzionamento cognitivo limite) e lo svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.

Ciò che caratterizza gli alunni con BES non è tanto una diagnosi medica o psicologica, quanto una situazione di difficoltà che richiede interventi personalizzati e individualizzati.

Nel contempo dobbiamo considerare che ogni persona, nel corso della propria vita, può essere portatrice di bisogni e limitazioni specifiche, di “disabilità” che possono essere temporanee e che necessitano di un modello flessibile, integrato e soggetto a revisioni.

La Circolare Ministeriale n.8 del 6 marzo 2013 prevede che “…l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato per un alunno con Bisogni Educativi Speciali sia deliberata in Consiglio di classe ….dando luogo al PDP…”.

Il Dirigente scolastico, ai sensi della Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 (“Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”), della Circolare Ministeriale n.8 del 6 marzo 2013 (“Indicazioni Operative inerenti la Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012”) e della Legge 104/92 art.15 comma 2, costituisce il GLI, il Gruppo di lavoro per l’inclusione.

Il nostro GLI è composto dalle seguenti figure:

  • Dirigente scolastico;

  • funzione strumentale BES;

  • docenti di sostegno;

  • docenti curriculari;

  • genitori;

  • esperti esterni.

Allegati
PTOF-ISTITUTO201516.pdf